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Export Readiness: la vostra azienda è pronta per i mercati esteri?

12 domande su prodotto, risorse, strategia e processo commerciale per capire se l’azienda è pronta a esportare.

Che cosa ottenete

  1. L’indice di prontezza all’export, da 0 a 100
  2. Il profilo su quattro aree, con punti di forza e lacune
  3. Le priorità da sistemare prima di investire sui mercati esteri
Export Readiness CheckDomanda 1 di 12

Prodotto e margini1 / 12

Il prodotto o servizio ha un vantaggio riconoscibile anche fuori dall’Italia.

Rispondete con un clic o con i tasti 1–4

Le elaborazioni avvengono nel vostro browser. Il risultato ha valore indicativo e non sostituisce un’analisi sul campo.

Come leggere il risultato

Che cosa misura il test.

Ogni area riceve un punteggio da 0 a 100. L’indice complessivo colloca l’azienda in uno di 4 livelli.

  • Prodotto e marginiSe l’offerta regge il confronto e i costi dell’estero.
  • Organizzazione e risorseSe ci sono persone, competenze e budget dedicati.
  • Mercati e strategiaSe i mercati sono stati scelti e il piano di ingresso è definito.
  • Processo commerciale e strumentiSe esiste un metodo per trovare, seguire e chiudere i clienti esteri.

I livelli

0–34
EsplorazioneL’export è ancora un’idea. Investire ora in fiere o distributori sarebbe prematuro: conviene prima verificare i presupposti interni e scegliere con metodo dove andare.
35–59
PreparazioneCi sono basi su cui lavorare, ma mancano elementi essenziali. Colmare le lacune nelle aree più deboli riduce il rischio di disperdere budget nei primi mesi.
60–79
Pronti a partireL’azienda ha i presupposti per avviare lo sviluppo estero in modo strutturato. Il lavoro è completare il piano go-to-market e attivare la pipeline.
80–100
Pronti a scalarePresupposti, strategia e strumenti sono solidi. Il tema è accelerare: nuovi mercati, nuovi canali e una misurazione rigorosa del ritorno.
Domande frequenti

Per capire meglio.

Che cosa valuta l’Export Readiness Check?

Valuta quattro presupposti dello sviluppo estero: la tenuta di prodotto e margini, le risorse dedicate, la scelta dei mercati e del piano di ingresso, il processo commerciale con i relativi strumenti. Restituisce un indice da 0 a 100.

Con un punteggio basso conviene rinunciare all’export?

No: conviene prepararlo. Un punteggio basso indica quali presupposti sistemare prima di investire in fiere, viaggi o distributori. Partire senza quei presupposti è il modo più comune di spendere budget senza costruire una pipeline.

Quanto tempo serve per avviare l’export in modo strutturato?

Dipende dal punto di partenza. Con i presupposti interni in ordine, un percorso in quattro sprint mensili — analisi e scelta dei mercati, piano go-to-market, costruzione degli strumenti, attivazione — permette di avere una pipeline estera in gestione.

Parliamone

Che cosa c’è dietro il vostro risultato?

Un punteggio indica dove guardare, non perché. In 30 minuti con un partner senior leggiamo insieme il risultato e capiamo quali sono le leve su cui agire.

  1. Ci scriveteBastano pochi dati: vi rispondiamo entro un giorno lavorativo.
  2. Ci confrontiamo30 minuti con un partner senior, senza impegno e senza presentazioni commerciali.
  3. Ricevete una propostaPerimetro, tempi, team e risultati attesi: tutto chiaro prima di iniziare.

Preferite parlarci subito? +39 379 121 8468 ·info@kresum.com

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